Spesso si afferma che il carcere ha il compito di garantire la sicurezza della collettività. Ma ne sei sicura? Ne sei sicuro?

Oggi il nostro sistema penitenziario ha carattere essenzialmente punitivo.

Alla violenza della privazione della libertà si somma un’ulteriore pena, inutile e ingiusta: il mancato rispetto dello standard minimo di dignità che dovrebbe spettare a ogni essere umano, a prescindere dai reati che ha commesso.

È una situazione che di fatto rende impossibile la risocializzazione dei detenuti, aumentando il rischio che una volta restituiti alla libertà tornino a commettere reati e perciò diminuendo la sicurezza nelle nostre comunità.

Nonostante gli istituti penitenziari siano a tutti gli effetti una parte della nostra società, essi rimangono perlopiù luoghi inaccessibili alla maggior parte delle persone.

Radicali Roma si impegna a rompere questo tabù, per consentire ai cittadini e alle cittadine non soltanto di vedere quella parte della comunità a cui appartengono, ma di interagire con essa, di conoscere in prima persona il suo funzionamento e di comprendere i suoi limiti.

La legge 26 luglio 1975, n. 354 prevede la “partecipazione della comunità esterna all’azione rieducativa” per favorire “la finalità” del reinserimento sociale dei condannati e degli internati.

In quest’ottica si inseriscono le visite negli istituti penitenziari organizzate da Radicali Roma, previa autorizzazione al DAP, proprio per sostenere quella che dovrebbe essere l’attività principale: il reinserimento dei detenuti nella comunità.

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