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Al di là dei tentativi più o meno mal riusciti di garantire la sua peculiarità di Capitale, Roma viene amministrata con strumenti obsoleti e risorse del tutto inadeguate al suo status.

La Capitale d’Italia soffre di un assetto amministrativo che non le consente di organizzare al meglio i servizi e la vita dei cittadini.

Altre capitali europee (Madrid, Parigi, Berlino, Bruxelles, Londra ad esempio) al contrario godono di strumenti e prerogative che elevano la propria condizione e ne consentono un’amministrazione più efficace ed efficiente.

È ormai condiviso che la governance della Capitale sia una questione nazionale ed europea, uno dei nodi centrali da risolvere per il suo futuro, non più rinviabile.

È urgente intervenire per trovare le soluzioni più adeguate, riconoscendo le peculiarità e specificità della nostra città. Come anche affermato nella relazione del 2017 della Commissione parlamentare sulle periferie, non è più dilazionabile una riforma strutturale della forma di governo del territorio metropolitano che superi l’attuale stratificazione tra Città metropolitana, Comune di Roma, Comuni dell’hinterland e Municipi interni al Comune di Roma.

Per questo è necessaria una riforma che avvicini gli enti di prossimità ai cittadini per rispondere ai bisogni in tempi rapidi ed efficaci. Ricostruire un patto civile e democratico tra istituzioni e cittadini attraverso la trasformazione dei Municipi in veri e propri comuni urbani, sull’esempio di altre capitali europee, è ormai necessario e urgente.

La legge 7 aprile N.56/2014 al comma 22 dell’art. 1 consegna al Comune capoluogo la facoltà di ripartire il proprio territorio in zone dotate di autonomia amministrativa.

Di fronte all’inerzia dell’amministrazione, come cittadini possiamo attivare gli strumenti dell’iniziativa popolare.

Cambiamo Roma insieme!


Per approfondire:

Roma Democratica - appello integrale